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OPERAZIONE GHIGLIOTTINA: Forze Ucraine Colpiscono tutti i Centri di Comando in una Volta! | RFU News
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Le notizie del resoconto di oggi riguardano il Donetsk.
Qui la Russia ha iniziato un massivo raggruppamento, prendendo riforzi da tutte le offensive in stallo pur di alimentare quella di Pokrovsk.
Ma l'Ucraina non è rimasta a guardare.
Lanciando una massiva ondata di attacchi, le forzer ucraine hanno disabilitato 3 posti di comando ed eliminato dozzine di ufficiali.
Al momento le forze russe stanno lanciando un massivo rischieramento e intensificando l'offensiva a Pokorvsk, sacrificando diverse altre operazioni.
L'intelligence ucraina ha rintracciato ogni singolo convoglio hackerando telecamere del traffico, ricevendo rapporti dai partigiani e dai droni.
Gli ucraini han quindi inseguito le colonne nemiche su strada e foreste.
Come ricorderete, munizioni circuitanti hanno già colpito i movimenti di truppe, assicurandosi che non potessero raggiungere il fronte.
Da lì, le forze ucraine hanno aumentanto gli sforzi usando uno dei nuovi missili per colpire il quartier generale e decapitare gli sforzi nemici.
Il fulcro della strategia ucraina è stata una massiva operazione di precisione, la cui prima ondata ha colpito l'impianto Topaz, importante centro dell'elettronica sovietica e ora trasformato in un posto di comando.
Almeno 5 Peklo sono stati ripresi in geolocalizzazioni prima di detonare in attacchi simultanei.
Fiamme hanno avvolto diversi edifici, dai quali si sono erse colonne di fumo.
Un secondo attacco ha distrutto il centro di comando della 41ma armata combinata da dove venivano dirette le operazioni nel Donetsk centrale.
Infine un'altra ondata di droni ha colpito il posto di comando della 20ma divisione delle guardie dentro la zona industriale, distruggendo il centro nervoso di una delle forze russe chiave nell'ovest Donetsk.
Le armi impiegate sottolineano la sua crescente indipendenza nella guerra a lungo raggio: l’analisi di profili di volo e dei video d’impatto ha rivelato la sagoma distinta e il modello d’attacco dei missili-droni Peklo ucraini.
Droni a elica possono aver esplorato gli obiettivi, ma gli attacchi stessi sono stati condotti dai droni a propulsione a getto in stile missile da crociera, con un raggio di 700 chilometri a velocità fino a 700 chilometri all’ora.
Sviluppato localmente, con il 70% di componenti ucraini, Peklo è entrato in produzione di serie con un obiettivo di 100 pezzi al mese.
Con una testata di 50kg, è progettato per distruggere obiettivi fortificati e sopraffare le difese aeree russe, come dimomostrato nell’ultimo attacco sulla città di Donetsk.
Il risultato sull’offensiva russa è immediato: con quartier generali chiave distrutti, la catena di comando russa si è fratturata e le comunicazioni dai leader militari alle unità sul terreno sono state interrotte.
Molti ufficiali a conoscenza dei piani di battaglia sono stati uccisi, poiché ciò causa paralisi nell’organizzazione militare russa: gli ufficiali sostituti hanno bisogno di tempo per familiarizzare con il campo di battaglia e il piano d’attacco, rallentando il processo decisionale e bloccando assalti programmati.
Conta anche la tempistica: meteorologi affermano che le piogge autunnali avvieranno la stagione del fango entro la fine di settembre, minacciando di rallentare i movimenti e soffocare le linee di rifornimento. Con i loro quartier generali in fiamme e i comandanti eliminati, le possibilità russe di riaccendere lo slancio a Pokrovsk appaiono cupe.
In generale, l’ondata di attacchi ucraini ha effettivamente tagliato la testa dell’offensiva russa a Pokrovsk.
Si dice che generali russi di alto rango siano stati uccisi, la cui identità è in fase di chiarimento, ma anche la sola interruzione costringe Mosca in modalità crisi. Per l’Ucraina, l’operazione ha mostrato la forza del sistema Peklo costruito in patria, poiché filmati da più angolazioni hanno confermato che i missili hanno penetrato Donetsk senza ostacoli, dimostrando che le tanto decantate difese aeree russe restano piene di falle.
Видео OPERAZIONE GHIGLIOTTINA: Forze Ucraine Colpiscono tutti i Centri di Comando in una Volta! | RFU News канала RFU News – Geopolitica Strategica
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Qui la Russia ha iniziato un massivo raggruppamento, prendendo riforzi da tutte le offensive in stallo pur di alimentare quella di Pokrovsk.
Ma l'Ucraina non è rimasta a guardare.
Lanciando una massiva ondata di attacchi, le forzer ucraine hanno disabilitato 3 posti di comando ed eliminato dozzine di ufficiali.
Al momento le forze russe stanno lanciando un massivo rischieramento e intensificando l'offensiva a Pokorvsk, sacrificando diverse altre operazioni.
L'intelligence ucraina ha rintracciato ogni singolo convoglio hackerando telecamere del traffico, ricevendo rapporti dai partigiani e dai droni.
Gli ucraini han quindi inseguito le colonne nemiche su strada e foreste.
Come ricorderete, munizioni circuitanti hanno già colpito i movimenti di truppe, assicurandosi che non potessero raggiungere il fronte.
Da lì, le forze ucraine hanno aumentanto gli sforzi usando uno dei nuovi missili per colpire il quartier generale e decapitare gli sforzi nemici.
Il fulcro della strategia ucraina è stata una massiva operazione di precisione, la cui prima ondata ha colpito l'impianto Topaz, importante centro dell'elettronica sovietica e ora trasformato in un posto di comando.
Almeno 5 Peklo sono stati ripresi in geolocalizzazioni prima di detonare in attacchi simultanei.
Fiamme hanno avvolto diversi edifici, dai quali si sono erse colonne di fumo.
Un secondo attacco ha distrutto il centro di comando della 41ma armata combinata da dove venivano dirette le operazioni nel Donetsk centrale.
Infine un'altra ondata di droni ha colpito il posto di comando della 20ma divisione delle guardie dentro la zona industriale, distruggendo il centro nervoso di una delle forze russe chiave nell'ovest Donetsk.
Le armi impiegate sottolineano la sua crescente indipendenza nella guerra a lungo raggio: l’analisi di profili di volo e dei video d’impatto ha rivelato la sagoma distinta e il modello d’attacco dei missili-droni Peklo ucraini.
Droni a elica possono aver esplorato gli obiettivi, ma gli attacchi stessi sono stati condotti dai droni a propulsione a getto in stile missile da crociera, con un raggio di 700 chilometri a velocità fino a 700 chilometri all’ora.
Sviluppato localmente, con il 70% di componenti ucraini, Peklo è entrato in produzione di serie con un obiettivo di 100 pezzi al mese.
Con una testata di 50kg, è progettato per distruggere obiettivi fortificati e sopraffare le difese aeree russe, come dimomostrato nell’ultimo attacco sulla città di Donetsk.
Il risultato sull’offensiva russa è immediato: con quartier generali chiave distrutti, la catena di comando russa si è fratturata e le comunicazioni dai leader militari alle unità sul terreno sono state interrotte.
Molti ufficiali a conoscenza dei piani di battaglia sono stati uccisi, poiché ciò causa paralisi nell’organizzazione militare russa: gli ufficiali sostituti hanno bisogno di tempo per familiarizzare con il campo di battaglia e il piano d’attacco, rallentando il processo decisionale e bloccando assalti programmati.
Conta anche la tempistica: meteorologi affermano che le piogge autunnali avvieranno la stagione del fango entro la fine di settembre, minacciando di rallentare i movimenti e soffocare le linee di rifornimento. Con i loro quartier generali in fiamme e i comandanti eliminati, le possibilità russe di riaccendere lo slancio a Pokrovsk appaiono cupe.
In generale, l’ondata di attacchi ucraini ha effettivamente tagliato la testa dell’offensiva russa a Pokrovsk.
Si dice che generali russi di alto rango siano stati uccisi, la cui identità è in fase di chiarimento, ma anche la sola interruzione costringe Mosca in modalità crisi. Per l’Ucraina, l’operazione ha mostrato la forza del sistema Peklo costruito in patria, poiché filmati da più angolazioni hanno confermato che i missili hanno penetrato Donetsk senza ostacoli, dimostrando che le tanto decantate difese aeree russe restano piene di falle.
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11 сентября 2025 г. 23:00:58
00:04:50
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