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Ribaltamento della Situazione: L'Ucraina Recupera il 50% delle Forniture in 2 Settimane

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Le notizie di oggi riguardano l'Ucraina.

I continui bombardamenti russi hanno portato al collasso dell'infrastruttura energetica ucraina, facendo piombare la nazione nel buio.
Tuttavia lo scopo generale delle operazioni è fallito, tanto che gli stessi analisti russi credono che la possibilità di minare le operazioni militari ucraine sia svanita per sempre.

Le forze russe hanno colpito le infrastrutture ucraine più di 220 volte secondo D-Tek, in quella che voleva essere una campagna decisiva per far collassare la rete durante il più duro inverno della guerra.
Nel punto più basso la disponibilità è crollata al 23%, rendendo non improbabile un collasso sistemico.
Tuttavia in sole 2 settimane l'Ucraina è riuscita a riparare più di metà della sua capacità di generazione, portando la disponibilità al 73% per il 24 febbraio.
Invece di collassare la rete è rimbalzata, portando Kyiv al 95% e segnando un falimento di quella che sembra essere l'ultima opportunità per Mosca di distruggere l'infrastruttura energetica ucraina.

E questo nonostante l'improvvisa interruzione di aiuti slovacchi.
Il primo ministro Robert Fico ha approittato del momento per annunciare che Bratislava avrebbe sospeso le esportazioni energetiche fino al rirpristino del transito di petrolio russo attraverso il Druzhba.
Fico pensava che le forniture della Slovacchia, in un contesto d'emergenza creato dai costanti attacchi russi contro le infrastrutture ucraine, sarebbero state una leva sufficiente a fare leva su Kyiv.
L'impatto del ricatto è stato tuttavia limitato poiché la riduzione era di circa 0.4 gigawatt o il 2% del consumo totale dell'Ucraina.
Nonostante gli attacchi la disponibilità di energia elettrica ha continuato ad aumentare dal 23 a oltre il 73%, dimostrando come il tentativo di Fico si sia rivelato inutile.

Vista la criticità della situazione di un paio di settimane a l'Ucriana ha iniziato ad aumentare in modo significativo l'importaione di energia fino a 900 megawatt, facilitando la ripresa.
Affidandosi alle forniture esterne, Naftogaz, la più grande compagnia petrolifera e del gas nazionale dell'Ucraina, deve solo mantenere le interconnessioni di rete piuttosto che produrre internamente l'intero volume richiesto. L'elettricità importata copre ora più della metà del fabbisogno delle imprese del gruppo Naftogaz, liberando una parte consistente della capacità di generazione interna per i consumatori residenziali, contribuendo a ridurre le interruzioni di corrente e a stabilizzare l'approvvigionamento.

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