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30 Giu: Putin Infuriato! Droni Turchi OBLITERANO FORZE RUSSE NEL MAR NERO | RFU News
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Gli aggiornamenti del resoconto di oggi riguardano il Mar Nero.
Dopo la degradazione delle difese aeree e capacità di sorveglianza russe dentro e intorno alla Crimea, ha rifatto la sua comparsa il drone Bayraktar operato dagli ucraini.
Fornito dai turchi questo drone ha guadagnato una certa reputazione nei primi mesi del conflitto ed è ora tornato in azione, distruggendo imbarcazioni russe e minando le loro operazioni nel Mar Nero.
Inizialmente infatti questi droni giocavano un ruolo chiave, quando la contraerea russa era sparuta e impreparata.
Ma come questa si è espansa, la relativamente grande traccia radar del Bayraktar lo ha reso vulnerabile, portando l'Ucraina a ridurne l'uso.
Ora le condizioni sono cambiate.
In collaborazione con la Turchia, l'Ucraina produce ora 120 Bayraktar l'anno e recenti immagini mostrano il loro vivido ritorno, distruggendo diverse imbarcazioni russe vicino al Golfo di Tendrivska mentre le forze nemiche cercavano di far sbarcare i soldati nelle isolette.
La rinnovata offensiva dei Bayraktar complementa gli sforzi ucraini nel Mar Nero, un'area che sta diventando sempre più strategicamente vitale.
Recenti attacchi marittimi ucraini hanno bersagliato le piattaforme petrolifere in mano ai russi, ripulendole dalla presenza nemica.
Il controllo su di esse ha una profonda importanza tattica, in quanto permettono ricognizione e soverglianza radar delle profondità della Crimea, e potenzialmente servendo come rampe di lancio per future operazioni.
Le feroci battaglie per queste piattaforme ne riflettono il valore: sono stazioni di monitoraggio e ripetitori per droni ideali.
Il che spiega perché Russia e Ucraina siano occupate a contendersele e perché il controllo cambi spesso di mano.
Gli alleati occidentali mantengono voli di sorveglianza per supportare la determinata strategia navale ucraina: in particolare, un aereo britannico RC-135W per la ricognizione elettronica ha pattugliato l’area della Crimea occidentale, preannunciando un’intensificazione delle operazioni ucraine. L’impiego dei Bayraktar da parte dell’Ucraina, che forniscono informazioni in tempo reale durante gli attacchi, si integra inoltre con le operazioni dei droni navali ucraini. In risposta, la Russia fa sempre più affidamento sui droni Lancet, guidati da droni da ricognizione ZALA, per intercettare i droni navali ucraini. Tuttavia, anche gli analisti russi riconoscono i limiti di questo approccio, vista l’agilità delle imbarcazioni senza equipaggio ucraine e la varietà di carichi che ora impiegano, inclusi sistemi di guerra elettronica e missili di difesa aerea in grado di abbattere droni d’attacco russi e persino caccia.
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Dopo la degradazione delle difese aeree e capacità di sorveglianza russe dentro e intorno alla Crimea, ha rifatto la sua comparsa il drone Bayraktar operato dagli ucraini.
Fornito dai turchi questo drone ha guadagnato una certa reputazione nei primi mesi del conflitto ed è ora tornato in azione, distruggendo imbarcazioni russe e minando le loro operazioni nel Mar Nero.
Inizialmente infatti questi droni giocavano un ruolo chiave, quando la contraerea russa era sparuta e impreparata.
Ma come questa si è espansa, la relativamente grande traccia radar del Bayraktar lo ha reso vulnerabile, portando l'Ucraina a ridurne l'uso.
Ora le condizioni sono cambiate.
In collaborazione con la Turchia, l'Ucraina produce ora 120 Bayraktar l'anno e recenti immagini mostrano il loro vivido ritorno, distruggendo diverse imbarcazioni russe vicino al Golfo di Tendrivska mentre le forze nemiche cercavano di far sbarcare i soldati nelle isolette.
La rinnovata offensiva dei Bayraktar complementa gli sforzi ucraini nel Mar Nero, un'area che sta diventando sempre più strategicamente vitale.
Recenti attacchi marittimi ucraini hanno bersagliato le piattaforme petrolifere in mano ai russi, ripulendole dalla presenza nemica.
Il controllo su di esse ha una profonda importanza tattica, in quanto permettono ricognizione e soverglianza radar delle profondità della Crimea, e potenzialmente servendo come rampe di lancio per future operazioni.
Le feroci battaglie per queste piattaforme ne riflettono il valore: sono stazioni di monitoraggio e ripetitori per droni ideali.
Il che spiega perché Russia e Ucraina siano occupate a contendersele e perché il controllo cambi spesso di mano.
Gli alleati occidentali mantengono voli di sorveglianza per supportare la determinata strategia navale ucraina: in particolare, un aereo britannico RC-135W per la ricognizione elettronica ha pattugliato l’area della Crimea occidentale, preannunciando un’intensificazione delle operazioni ucraine. L’impiego dei Bayraktar da parte dell’Ucraina, che forniscono informazioni in tempo reale durante gli attacchi, si integra inoltre con le operazioni dei droni navali ucraini. In risposta, la Russia fa sempre più affidamento sui droni Lancet, guidati da droni da ricognizione ZALA, per intercettare i droni navali ucraini. Tuttavia, anche gli analisti russi riconoscono i limiti di questo approccio, vista l’agilità delle imbarcazioni senza equipaggio ucraine e la varietà di carichi che ora impiegano, inclusi sistemi di guerra elettronica e missili di difesa aerea in grado di abbattere droni d’attacco russi e persino caccia.
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30 июня 2025 г. 23:00:27
00:05:54
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