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Messi è ancora Messi (e il destino è con lui)
Messi è ancora Messi (e il destino è con lui)
Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/messi-e-ancora-messi-e-il-destino-e-con-lui/a4103cc9-ad39-4904-a821-75279b372xlk
Ci sono persone, molto molto rare, che il destino accompagna quasi tenendole per mano, e stanotte abbiamo pensato una volta di più che Leo Messi sia una di queste. Vent’anni dopo il suo primo Mondiale, alle soglie dei 39 anni che dovrebbero costituire, nel migliore dei casi, un’età venerabile da spendere con parsimonia - venti minuti qui, quindici lì, nei momenti in cui serve davvero - Leo ha illuminato il debutto dell’Argentina campione in carica con tre gol di squisita fattura, e se sui primi due c’è stata qualche collaborazione del portiere avversario, beh... aspettate. Fa parte del piano del destino anche questo. Prima che il Mondiale iniziasse ci si chiedeva un po’ tutti quanto vero Messi fosse rimasto nel serbatoio della Pulga, la Pulce, il soprannome affettuoso che accompagna Leo dai primi anni della sua carriera, quando fu necessaria un’impegnativa cura ricostituente per portare il suo fisico minuto a reggere le fatiche del calcio professionistico. La risposta è arrivata dalla stadio di Kansas City: tre gol al debutto, il serbatoio è ancora ricco, altre meravigliose giocate verranno di qui al 19 luglio. Perché sì, se Messi è questo l’Argentina si candida automaticamente a un’altra finale.Dicevamo del destino. Il portiere accomodante - l’errore grave è quello sul secondo gol - porta un cognome pesante quasi come quello di Leo. Si chiama Luca Zidane, è il figlio di Zizou nato due mesi prima la finale del 98 di Parigi, quella che portò il fuoriclasse di origine algerina sul tetto del mondo. Ed è proprio per la nazionalità algerina che Luca ha optato l’anno scorso, consapevole probabilmente che con la Francia il Mondiale gli sarebbe stato precluso. Ha fatto ottime cose in Coppa d’Africa, Enzo. Vedrete che si rifarà, magari ancora sotto gli occhi di papà Zinedine, che in tribuna a Kansas City ha certamente vagato fra la zona triste di un padre preoccupato per il figlio e quella luminosa di un grande del calcio gratificato dalla vista di un grandissimo. Con i tre gol della notte Leo ha raggiunto Miroslav Klose in testa alla classifica dei goleador mondiali di sempre, 16 gol, e questo poche ore dopo il debutto della Francia: Kylian Mbappé di gol ne ha segnati due, è salito a quota 14, e ci siamo chiesti quanto ci avrebbe messo lui per raggiungere Klose. Dimenticando quello che stava per arrivare.Leo compirà 39 anni fra una settimana, il 24, e prima di festeggiare avrà affrontato un altro match, contro l’Austria. Non chiediamoci più chi sia stato il migliore, la risposta è ormai ineludibile. Messi. Chiediamoci piuttosto con un po’ di sana invidia quale destino compiacente abbia dato all’Argentina tre dei quattro più grandi, Maradona e Di Stefano con Leo, e in più c’è stato Pelé. Beati loro, oggi come sempre nella storia.
Видео Messi è ancora Messi (e il destino è con lui) канала Corriere della Sera
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Ci sono persone, molto molto rare, che il destino accompagna quasi tenendole per mano, e stanotte abbiamo pensato una volta di più che Leo Messi sia una di queste. Vent’anni dopo il suo primo Mondiale, alle soglie dei 39 anni che dovrebbero costituire, nel migliore dei casi, un’età venerabile da spendere con parsimonia - venti minuti qui, quindici lì, nei momenti in cui serve davvero - Leo ha illuminato il debutto dell’Argentina campione in carica con tre gol di squisita fattura, e se sui primi due c’è stata qualche collaborazione del portiere avversario, beh... aspettate. Fa parte del piano del destino anche questo. Prima che il Mondiale iniziasse ci si chiedeva un po’ tutti quanto vero Messi fosse rimasto nel serbatoio della Pulga, la Pulce, il soprannome affettuoso che accompagna Leo dai primi anni della sua carriera, quando fu necessaria un’impegnativa cura ricostituente per portare il suo fisico minuto a reggere le fatiche del calcio professionistico. La risposta è arrivata dalla stadio di Kansas City: tre gol al debutto, il serbatoio è ancora ricco, altre meravigliose giocate verranno di qui al 19 luglio. Perché sì, se Messi è questo l’Argentina si candida automaticamente a un’altra finale.Dicevamo del destino. Il portiere accomodante - l’errore grave è quello sul secondo gol - porta un cognome pesante quasi come quello di Leo. Si chiama Luca Zidane, è il figlio di Zizou nato due mesi prima la finale del 98 di Parigi, quella che portò il fuoriclasse di origine algerina sul tetto del mondo. Ed è proprio per la nazionalità algerina che Luca ha optato l’anno scorso, consapevole probabilmente che con la Francia il Mondiale gli sarebbe stato precluso. Ha fatto ottime cose in Coppa d’Africa, Enzo. Vedrete che si rifarà, magari ancora sotto gli occhi di papà Zinedine, che in tribuna a Kansas City ha certamente vagato fra la zona triste di un padre preoccupato per il figlio e quella luminosa di un grande del calcio gratificato dalla vista di un grandissimo. Con i tre gol della notte Leo ha raggiunto Miroslav Klose in testa alla classifica dei goleador mondiali di sempre, 16 gol, e questo poche ore dopo il debutto della Francia: Kylian Mbappé di gol ne ha segnati due, è salito a quota 14, e ci siamo chiesti quanto ci avrebbe messo lui per raggiungere Klose. Dimenticando quello che stava per arrivare.Leo compirà 39 anni fra una settimana, il 24, e prima di festeggiare avrà affrontato un altro match, contro l’Austria. Non chiediamoci più chi sia stato il migliore, la risposta è ormai ineludibile. Messi. Chiediamoci piuttosto con un po’ di sana invidia quale destino compiacente abbia dato all’Argentina tre dei quattro più grandi, Maradona e Di Stefano con Leo, e in più c’è stato Pelé. Beati loro, oggi come sempre nella storia.
Видео Messi è ancora Messi (e il destino è con lui) канала Corriere della Sera
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9 ч. 6 мин. назад
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