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Agli Uffizi di Firenze la Venere e la Primavera di Botticelli messe una davanti all'altra: il video

Il nuovo allestimento permanente degli spazi dedicati al genio fiorentino della pittura del `400 nel museo fiorentino. Per la prima volta le due opere sono in teche ermetiche

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Le divinità più celebri dipinte dal grande maestro del Rinascimento Sandro Botticelli, la Venere e la Primavera, sono oggi esposte l'una di fronte all'altra agli Uffizi. Il nuovo allestimento permanente degli spazi dedicati al genio fiorentino della pittura del `400 nel museo fiorentino le pone in un dialogo diretto e inedito.Per la prima volta sono collocate in teche ermetiche che tutelano la conservazione delle opere nelle migliori condizioni possibili di sicurezza, eliminando le grandi vetrate protettive esterne che ne alteravano la percezione diretta di monumentali quadri appesi alle pareti. Il direttore Simone Verde afferma: «Proseguiamo con determinazione nel riallestimento complessivo delle Gallerie: l'obiettivo è continuare a essere, oggi più che mai, il museo più bello del mondo». Le sale della Galleria che ospitano i maggiori capolavori di Botticelli sono state infatti completamente rinnovate. Inoltre, per il grande affresco staccato dell'Annunciazione è stata progettata una nuova installazione che ne restituisce la percezione originaria, facendolo apparire come parte integrante della parete, così come si presentava nella chiesa fiorentina di San Martino. Tra le novità, le nuove teche per le piccole ma fondamentali opere Storie di Giuditta e Uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, collocate nel passaggio, oggi ampliato, tra le due «sale scrigno» della Primavera e della Venere. Ai lati di quest'ultima trovano ora posto i tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della Melagrana. Le tre opere evocano la dottrina della prisca theologia elaborata da Ficino. Tale concezione sosteneva che anche il mondo antico avesse intuito le verità della religione cristiana e che molte delle divinità pagane rappresentassero una prefigurazione delle figure sacre del Cristianesimo. Nell'accostamento proposto dagli Uffizi il riferimento è a Venere e a Maria, madre di Cristo. Con analoga simmetria, nella sala prospiciente, la Primavera è ora affiancata da due immagini mariane: la Madonna del Roseto e la Madonna dei Cherubini. Il percorso storico di Botticelli è presentato in questa sala con cura storico-critica; l'opera di apertura è l'Adorazione dei Magi della Cappella di Gaspare di Zanobi del Lama, ritratto di famiglia del potere mediceo in cui risalta l'autoritratto dell'artista al centro della società quattrocentesca. Chiude la sequenza la Calunnia di Apelle del 1495, opera degli anni tumultuosi della Firenze savonaroliana e della profonda crisi spirituale botticelliana. Importanti interventi hanno interessato anche la sala dedicata a Piero e Antonio del Pollaiolo, coevi di Botticelli. Un'intera parete è stata ripensata per accogliere e valorizzare le celebri Virtù, ricollocate nelle loro cornici dorate ottocentesche, con particolare risalto dato alla Fortezza, prima opera documentata di Botticelli (1470), commissionata da Tommaso Soderini, probabilmente con l'intento di sottrarre ai Pollaiolo un incarico di tale prestigio. Il clima culturale e artistico della Firenze dell'epoca è inoltre evocato attraverso la presenza della Pala del Cardinale del Portogallo del Pollaiolo, della Pala di Cafaggiolo di Alesso Baldovinetti, il quale collaborò con il Pollaiolo. La realizzazione dei nuovi spazi dedicati a Botticelli si inserisce nel più ampio progetto di riallestimento degli Uffizi avviato nel 2023 per l'adeguamento delle misure di sicurezza e divenuto oggi un ambizioso programma di rinnovamento generale. Il direttore Verde sottolinea: «Quella di oggi rappresenta una nuova importante tappa — non l'ultima — del riallestimento complessivo che ha già consentito l'apertura di numerosi spazi rinnovati, tra cui il Gabinetto dei Marmi antichi, la Sala della Niobe e il Gabinetto delle Matematiche. L'obiettivo è ricomporre il vastissimo patrimonio monumentale e collezionistico dei Medici affinché le Gallerie, rigenerandosi senza tradire la propria identità, continuino a essere ciò che sono sempre state: il museo più bello del mondo».

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