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Da Milano alle Marche, ladri in Porsche​: blitz della polizia nel covo dei malviventi, 4 arresti

PESARO - Arrivavano da Milano a Pesaro con una Porsche Panamera per commettere furti. Sgominata una banda di albanesi autori di 16 furti in città. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Pesaro e di Milano, ha portato al fermo di cinque albanesi residenti nell’hinterland del capoluogo lombardo, di cui due latitanti erano già gravati di un ordine di carcerazione.
La prima incursione a febbraio
Tutto è iniziato nella notte del 28 febbraio quando a Pesaro erano stati registrati ben 7 furti nei quartieri di Torraccia e Montegranaro. Gli investigatori avevano però un punto di partenza: una fiammante Porsche Panamera con targa clonata inquadrata dalle telecamere del TargaSystem. Poi altri passaggi di una Mercedes modificata a 350 cavalli e una Cupra truccata. I bolidi, presi a noleggio, erano diretti alla base logistica del gruppo criminale in un box sotterraneo situato a Vimodrone, nella città metropolitana di Milano, in via Olgettina. Le indagini hanno permesso di ricostruire tutti i movimenti della banda, scesa altre volte in città dove ha colpito in via Meucci (qui hanno lasciato un frullino perché il proprietario di casa era rientrato), via Lombroso, via Toscanini, via Belgioioso. Sedici colpi in totale oltre a razzie a Genova, Padova, Senigallia, Cattolica. Si muovevano con circospezione, di giorno non uscivano dalle loro case, poi si ritrovavano tra le 17 e le 18 per partire alla volta delle città. Ma prima andavano all’autolavaggio e qui le telecamere li ha incastrati. I sistemi di riconoscimento hanno permesso di arrivare alle loro identità. Poi sono stati pedinati anche con il drone e l’utilizzo di telecamere a infrarossi. Nessuna intercettazione. In auto avevano cappellini per non farsi riconoscere (uno abbandonato in una fuga a Senigallia) e parasole abbassati. Sosta benzina prima di entrare in città così da ripartire già con il pieno fatto dopo i furti. Non avevano basisti, arrivavano e colpivano anche sulla base di ricerche fatte con Google Maps versione satellitare. Sceglievano case indipendenti o a schiera, già dal computer. Una banda specializzata perché quando gli inquirenti sono arrivati al covo, hanno trovato solo una minima parte del bottino. Qualcuno aveva già ricettato il materiale. Solo per Pesaro si parla di colpi da oltre un centinaio di migliaio di euro. Sono stati trovati Rolex, collanine, gioielli, contanti. A coordinare le indagini, anche per le altre città, la procura della Repubblica di Pesaro con la pm Maria Letizia Fucci. Elemento chiave per far confluire tutti gli indizi di reato ed emettere i fermi dopo l’ultimo furto del 1° maggio a Pesaro. Quando sono andati a prenderli il 5 maggio, uno di loro ha tentato la fuga in mutande sui tetti, seguito in diretta dal drone e riacciuffato poco dopo.
Due erano latitanti
Hanno 25, 33, 35 e 52 anni. Due di loro erano latitanti, devono scontare pene di 5 anni e 3 anni di reclusione sempre per furti, alcuni commessi in zona dieci anni fa. Un quinto uomo è tornato in Albania e risulta ancora ricercato. I quattro sono in carcere, dopo la convalida del fermo. Per loro l’accusa è di furto aggravato in concorso. Per ora non è contestata l’associazione a delinquere ma le indagini sono in corso. Vivevano a Vimodrone, Pioltello e Melzo. Il 35enne latitante cambiava spesso casa, ospitato da conniventi. Mentre la moglie di uno di loro (non indagata) viveva nel lusso tra borse e oggetti Luis Vuitton e Gucci.
#pesaro #ladri @corriereadriatico

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