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MASSIGNANO La strage di Montecantino del 18 Giugno 1944
📅 Massignano, 18 giugno 2026
Ore 17:15 – Marina di Massignano – Commemorazione presso i luoghi della memoria
82 anni dall’eccidio di Montecantino
Oggi il silenzio della campagna di Montecantino si farà di nuovo voce. Una voce che implora memoria, che ci obbliga a non dimenticare.
Era il 18 giugno 1944, in un’Italia martoriata dalla guerra e dalle violenze dell’occupazione nazifascista. Quel giorno, sulle colline di Marina di Massignano, dodici vite furono spezzate brutalmente. Erano contadini, operai, padri, figli, un partigiano, tre passanti. Nessuno di loro era colpevole. Eppure furono rastrellati, percossi, fucilati. In due luoghi distinti: presso il fosso dei Vagni e lungo la linea ferroviaria.
Un eccidio per rappresaglia, ordinato dal capitano tedesco noto come “Potente”, a seguito del presunto ferimento di un soldato da parte di contadini locali. Nessuna prova, nessuna giustizia. Solo una frase glaciale a motivare l’insensata ferocia: “Non possiamo andare per il sottile”.
🕯 I nomi che dobbiamo ricordare
• Gino Acciarri, giovane contadino di Cupra, fidanzato, pieno di speranze.
• Nazzareno Capriotti, padre di tre figli, contadino massignanese.
• Vittorio Cecere, partigiano ventenne di Altavilla Irpina.
• Italo Cossignani, agricoltore, ucciso mentre curava il suo podere.
• Giuseppe, Secondo e Settimio De Angelis, tre cugini uniti anche nella sorte.
• Camillo Giobbi, agricoltore di Grottammare, marito e padre.
• Consiglio Nuccio, Michele Mascia, sbandati campani, in fuga dalla guerra, colpevoli solo d’essere lì.
• Luigi e Nazzareno Pennesi, padre e figlio, entrambi contadini, entrambi innocenti.
📍 I luoghi della memoria
Oggi quei luoghi parlano: il fossato, la ferrovia, la cappella di Marina.
Parlano attraverso le lapidi, i monumenti, le incisioni su bronzo, i versi muti di una ruota di treno e di un tronco reciso che simboleggia dodici rami strappati alla vita.
📚 Un passato che interpella il presente
Ricordare non è solo un atto di dovere verso chi ha perso la vita. È una responsabilità collettiva. È impedire che l’oblio cancelli il valore della libertà conquistata. È educare le nuove generazioni al rispetto, alla pace, al coraggio di opporsi all’ingiustizia.
L’eccidio di Montecantino non fu un episodio isolato. Fu parte di un disegno più ampio di terrore e rappresaglia, che vide centinaia di civili uccisi lungo la Penisola in nome di una cieca vendetta. Ma fu anche l’alba, tra le tenebre, di una resistenza civile e morale che ha portato l’Italia a risorgere.
🕊️ Per non dimenticare, mai…
In questi tempi in cui i venti dell’intolleranza e dell’indifferenza tornano a soffiare, la commemorazione dell’eccidio di Montecantino ci ricorda che la pace non è mai definitiva, ma si costruisce ogni giorno. Con la memoria. Con il rispetto. Con la scelta consapevole di stare sempre dalla parte della dignità umana.
Oggi, come ogni 18 giugno, ci ritroviamo uniti. Non solo per piangere, ma per custodire.
“Un ricordo ai posteri di 12 innocenti qui trucidati il 18 Giugno 1944, vittime di una guerra nefasta.”
— Epigrafe incisa sulla cappella di Marina di Massignano
Ph. Luigi Marzetti© 📷
⸻
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Видео MASSIGNANO La strage di Montecantino del 18 Giugno 1944 канала Massignano & dintorni (AP)
Ore 17:15 – Marina di Massignano – Commemorazione presso i luoghi della memoria
82 anni dall’eccidio di Montecantino
Oggi il silenzio della campagna di Montecantino si farà di nuovo voce. Una voce che implora memoria, che ci obbliga a non dimenticare.
Era il 18 giugno 1944, in un’Italia martoriata dalla guerra e dalle violenze dell’occupazione nazifascista. Quel giorno, sulle colline di Marina di Massignano, dodici vite furono spezzate brutalmente. Erano contadini, operai, padri, figli, un partigiano, tre passanti. Nessuno di loro era colpevole. Eppure furono rastrellati, percossi, fucilati. In due luoghi distinti: presso il fosso dei Vagni e lungo la linea ferroviaria.
Un eccidio per rappresaglia, ordinato dal capitano tedesco noto come “Potente”, a seguito del presunto ferimento di un soldato da parte di contadini locali. Nessuna prova, nessuna giustizia. Solo una frase glaciale a motivare l’insensata ferocia: “Non possiamo andare per il sottile”.
🕯 I nomi che dobbiamo ricordare
• Gino Acciarri, giovane contadino di Cupra, fidanzato, pieno di speranze.
• Nazzareno Capriotti, padre di tre figli, contadino massignanese.
• Vittorio Cecere, partigiano ventenne di Altavilla Irpina.
• Italo Cossignani, agricoltore, ucciso mentre curava il suo podere.
• Giuseppe, Secondo e Settimio De Angelis, tre cugini uniti anche nella sorte.
• Camillo Giobbi, agricoltore di Grottammare, marito e padre.
• Consiglio Nuccio, Michele Mascia, sbandati campani, in fuga dalla guerra, colpevoli solo d’essere lì.
• Luigi e Nazzareno Pennesi, padre e figlio, entrambi contadini, entrambi innocenti.
📍 I luoghi della memoria
Oggi quei luoghi parlano: il fossato, la ferrovia, la cappella di Marina.
Parlano attraverso le lapidi, i monumenti, le incisioni su bronzo, i versi muti di una ruota di treno e di un tronco reciso che simboleggia dodici rami strappati alla vita.
📚 Un passato che interpella il presente
Ricordare non è solo un atto di dovere verso chi ha perso la vita. È una responsabilità collettiva. È impedire che l’oblio cancelli il valore della libertà conquistata. È educare le nuove generazioni al rispetto, alla pace, al coraggio di opporsi all’ingiustizia.
L’eccidio di Montecantino non fu un episodio isolato. Fu parte di un disegno più ampio di terrore e rappresaglia, che vide centinaia di civili uccisi lungo la Penisola in nome di una cieca vendetta. Ma fu anche l’alba, tra le tenebre, di una resistenza civile e morale che ha portato l’Italia a risorgere.
🕊️ Per non dimenticare, mai…
In questi tempi in cui i venti dell’intolleranza e dell’indifferenza tornano a soffiare, la commemorazione dell’eccidio di Montecantino ci ricorda che la pace non è mai definitiva, ma si costruisce ogni giorno. Con la memoria. Con il rispetto. Con la scelta consapevole di stare sempre dalla parte della dignità umana.
Oggi, come ogni 18 giugno, ci ritroviamo uniti. Non solo per piangere, ma per custodire.
“Un ricordo ai posteri di 12 innocenti qui trucidati il 18 Giugno 1944, vittime di una guerra nefasta.”
— Epigrafe incisa sulla cappella di Marina di Massignano
Ph. Luigi Marzetti© 📷
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#Massignano #Montecantino #18Giugno1944 #Eccidio #MemoriaStorica #Resistenza #MaiPiu #LuoghiDellaMemoria @tutti #RicordareÈUnDovere #Giustizia #Storia #Commemorazione #Antifascismo #Pace #VeritàEgiustizia #MassignanoNonDimentica
Видео MASSIGNANO La strage di Montecantino del 18 Giugno 1944 канала Massignano & dintorni (AP)
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8 ч. 26 мин. назад
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