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Cinema e Natura - Giorgio Zanchini intervista Emiliano Morreale - FGCult25
Cinema e Natura - Giorgio Zanchini intervista Emiliano Morreale - FGCult25
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Le tematiche ambientaliste hanno ispirato fin dall’Ottocento riflessioni filosofiche e opere letterarie, come Walden di Henry David Thoreau e Natura di Ralph Waldo Emerson, e oggi - tra le tante - libri come Le otto montagne di Paolo Cognetti, Oltre il confine di Cormac McCarthy, o il film Into the Wild di Sean Penn.
E da quando sono apparse sui giornali le prime foto di una giovanissima Greta Thunberg che scioperava per il clima, sono passati pochi anni, ma la sensibilità per l’ambiente, l’inquinamento e le variazioni climatiche si è diffusa con una velocità impressionante.
Non c’è dubbio che si tratti di uno dei temi più sensibili della contemporaneità. Eppure ci sono almeno due motivi che rendono difficile e accidentata la strada verso il superamento dell’uso dei combustibili fossili e un’inversione di tendenza.
Da un lato, la rivoluzione verde comporta dei sacrifici e dei costi. Sacrifici che rappresentano una limitazione ai consumi e alle abitudini, che può incidere sulla nostra vita quotidiana. E costi che, soprattutto in un momento di stasi economica, rappresentano una scelta difficile e comportano rinunce che non tutti sentono come necessarie.
Dall’altro, alcune nazioni rifiutano di impegnarsi nella lotta per l’ambiente e per la natura: tra le più grandi, Stati Uniti, Russia e Cina, sia per motivi economici che per calcoli elettorali; tra le più piccole, quelle che, giunte recentemente a un relativo benessere, non intendono rinunciare a quei consumi che tutti gli Stati più ricchi si sono permessi fino a oggi.
L’impegno di queste opere e di questi autori è ispirato al rispetto dell’ambiente e alla necessità di un ritorno alla natura. Ma affinché nasca un’ampia e significativa coscienza ecologica, è necessaria innanzitutto una cultura ambientalista diffusa, e questo è compito di tutto il mondo dell’informazione, dove importante è l’informazione politica ed economica che i media trasmettono in proposito.
Ma è soprattutto il giornalismo culturale a poter sollecitare e sviluppare il dibattito e la sensibilità necessaria per rimuovere gli ostacoli che il progetto di salvaguardia del pianeta incontra, e per consentire una diffusione universale della coscienza ecologica.
Questa la vera sfida della contemporaneità, e questo il terreno del lavoro del Festival del Giornalismo Culturale 2025 che si è svolto a Urbino nei giorni 10,11,12 ottobre 2025 ma che ha realizzato anche interventi a Pesaro e nel territorio della regione Marche.
Il festival è diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini con la presidenza di Piero Dorfles ed è organizzato dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo e dall’Università di Urbino Carlo Bo, grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche e il Patrocinio della Regione Marche.
Видео Cinema e Natura - Giorgio Zanchini intervista Emiliano Morreale - FGCult25 канала Festival del giornalismo culturale
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Le tematiche ambientaliste hanno ispirato fin dall’Ottocento riflessioni filosofiche e opere letterarie, come Walden di Henry David Thoreau e Natura di Ralph Waldo Emerson, e oggi - tra le tante - libri come Le otto montagne di Paolo Cognetti, Oltre il confine di Cormac McCarthy, o il film Into the Wild di Sean Penn.
E da quando sono apparse sui giornali le prime foto di una giovanissima Greta Thunberg che scioperava per il clima, sono passati pochi anni, ma la sensibilità per l’ambiente, l’inquinamento e le variazioni climatiche si è diffusa con una velocità impressionante.
Non c’è dubbio che si tratti di uno dei temi più sensibili della contemporaneità. Eppure ci sono almeno due motivi che rendono difficile e accidentata la strada verso il superamento dell’uso dei combustibili fossili e un’inversione di tendenza.
Da un lato, la rivoluzione verde comporta dei sacrifici e dei costi. Sacrifici che rappresentano una limitazione ai consumi e alle abitudini, che può incidere sulla nostra vita quotidiana. E costi che, soprattutto in un momento di stasi economica, rappresentano una scelta difficile e comportano rinunce che non tutti sentono come necessarie.
Dall’altro, alcune nazioni rifiutano di impegnarsi nella lotta per l’ambiente e per la natura: tra le più grandi, Stati Uniti, Russia e Cina, sia per motivi economici che per calcoli elettorali; tra le più piccole, quelle che, giunte recentemente a un relativo benessere, non intendono rinunciare a quei consumi che tutti gli Stati più ricchi si sono permessi fino a oggi.
L’impegno di queste opere e di questi autori è ispirato al rispetto dell’ambiente e alla necessità di un ritorno alla natura. Ma affinché nasca un’ampia e significativa coscienza ecologica, è necessaria innanzitutto una cultura ambientalista diffusa, e questo è compito di tutto il mondo dell’informazione, dove importante è l’informazione politica ed economica che i media trasmettono in proposito.
Ma è soprattutto il giornalismo culturale a poter sollecitare e sviluppare il dibattito e la sensibilità necessaria per rimuovere gli ostacoli che il progetto di salvaguardia del pianeta incontra, e per consentire una diffusione universale della coscienza ecologica.
Questa la vera sfida della contemporaneità, e questo il terreno del lavoro del Festival del Giornalismo Culturale 2025 che si è svolto a Urbino nei giorni 10,11,12 ottobre 2025 ma che ha realizzato anche interventi a Pesaro e nel territorio della regione Marche.
Il festival è diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini con la presidenza di Piero Dorfles ed è organizzato dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo e dall’Università di Urbino Carlo Bo, grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche e il Patrocinio della Regione Marche.
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Информация о видео
25 ноября 2025 г. 18:47:26
00:42:35
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