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REST vs GraphQL: due strade per far comunicare le tue applicazioni
Se negli ultimi anni ti sei avvicinato allo sviluppo di applicazioni web o
mobile, è probabile che tu abbia sentito parlare di “REST API” e “GraphQL”
praticamente ovunque. Non si tratta di due buzzword a caso, ma di due approcci
profondamente diversi nel modo in cui un’applicazione espone e scambia dati con
il mondo esterno. In altre parole, se pensiamo a un’app come a una città, REST
e GraphQL sono due sistemi stradali diversi: entrambi ti portano a
destinazione, ma lo fanno con regole, percorsi e infrastrutture differenti.
REST (che sta per *Representational State Transfer*) è un’architettura
concettualizzata all’inizio degli anni 2000 da Roy Fielding, uno dei padri
fondatori del web moderno. L’idea era semplice ma potente: definire un insieme
di principi e convenzioni che permettessero di creare interfacce coerenti,
scalabili e facili da capire, basate su risorse identificate da URL e
manipolate attraverso metodi HTTP standard come GET, POST, PUT e DELETE. Questa
filosofia ha guidato lo sviluppo di innumerevoli API negli ultimi due decenni,
diventando di fatto uno standard de facto.
Poi, nel 2015, è arrivato GraphQL, un linguaggio di query per API creato in
casa Facebook per risolvere un problema ben preciso: dare ai client la
possibilità di chiedere *esattamente* i dati di cui hanno bisogno, né più né
meno, evitando di sovraccaricare la rete o di fare troppe chiamate. Con un
unico endpoint e una sintassi chiara e tipizzata, GraphQL ha introdotto un
paradigma completamente nuovo, soprattutto in contesti in cui il frontend deve
comunicare con molte fonti dati diverse o in cui la flessibilità è un requisito
primario.
Oggi, sviluppatori e team si trovano sempre più spesso a un bivio: seguire la
strada collaudata di REST, con la sua prevedibilità e maturità, o abbracciare
la modernità di GraphQL, con la sua flessibilità e il controllo granulare sui
dati. In questo video esploreremo le differenze fondamentali tra questi due
approcci, partendo dai loro principi base, per capire non solo *come*
funzionano, ma anche *perché* uno potrebbe essere più adatto dell’altro in un
determinato contesto.
Se ti interessa il mondo dello sviluppo web e mobile, iscriviti al canale e
attiva la campanella per non perdere i prossimi contenuti!
https://www.youtube.com/@scrivocodice?sub_confirmation=1
Puoi seguire i nostri corsi sulla piattaforma Udemy qui:
https://www.udemy.com/user/scrivocodice/
Puoi leggere quanto illustrato nel video, dal nostro articolo sul blog:
https://scrivocodice.it/rest-vs-graphql-quale-scegliere/
Seguici sui nostri canali:
- Youtube: https://www.youtube.com/@scrivocodice?sub_confirmation=1
- Facebook: https://www.facebook.com/people/Scrivocodiceit/61559544457789/
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Se hai domande o incontri problemi durante l'installazione, lascia un commento qui sotto e sarò felice di aiutarti!
P.S. Se proprio ritieni di dover lasciare un "non mi piace", inserisci un commento con la motivazione: il tuo supporto sarà molto utile per migliorare i contenuti futuri.
Al prossimo video!
02:01 - Cos'è REST API
04:01 - Struttura tipica di un endpoint REST
04:47 - Over-fetching e Under-fetching
05:54 - Cos'è GraphQL
07:46 - La centralità del singolo endpoint
#Rest #GraphQL #API #SviluppoWeb #Backend #Programmazione
Видео REST vs GraphQL: due strade per far comunicare le tue applicazioni канала ScrivoCodice
mobile, è probabile che tu abbia sentito parlare di “REST API” e “GraphQL”
praticamente ovunque. Non si tratta di due buzzword a caso, ma di due approcci
profondamente diversi nel modo in cui un’applicazione espone e scambia dati con
il mondo esterno. In altre parole, se pensiamo a un’app come a una città, REST
e GraphQL sono due sistemi stradali diversi: entrambi ti portano a
destinazione, ma lo fanno con regole, percorsi e infrastrutture differenti.
REST (che sta per *Representational State Transfer*) è un’architettura
concettualizzata all’inizio degli anni 2000 da Roy Fielding, uno dei padri
fondatori del web moderno. L’idea era semplice ma potente: definire un insieme
di principi e convenzioni che permettessero di creare interfacce coerenti,
scalabili e facili da capire, basate su risorse identificate da URL e
manipolate attraverso metodi HTTP standard come GET, POST, PUT e DELETE. Questa
filosofia ha guidato lo sviluppo di innumerevoli API negli ultimi due decenni,
diventando di fatto uno standard de facto.
Poi, nel 2015, è arrivato GraphQL, un linguaggio di query per API creato in
casa Facebook per risolvere un problema ben preciso: dare ai client la
possibilità di chiedere *esattamente* i dati di cui hanno bisogno, né più né
meno, evitando di sovraccaricare la rete o di fare troppe chiamate. Con un
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paradigma completamente nuovo, soprattutto in contesti in cui il frontend deve
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primario.
Oggi, sviluppatori e team si trovano sempre più spesso a un bivio: seguire la
strada collaudata di REST, con la sua prevedibilità e maturità, o abbracciare
la modernità di GraphQL, con la sua flessibilità e il controllo granulare sui
dati. In questo video esploreremo le differenze fondamentali tra questi due
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04:01 - Struttura tipica di un endpoint REST
04:47 - Over-fetching e Under-fetching
05:54 - Cos'è GraphQL
07:46 - La centralità del singolo endpoint
#Rest #GraphQL #API #SviluppoWeb #Backend #Programmazione
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Информация о видео
13 октября 2025 г. 9:00:52
00:02:06
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