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Peppino Impastato: la voce che la mafia non ha spento

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. E’ la frase di una famosa scena del film I cento passi, dedicato alla memoria di Peppino Impastato e del suo attivismo contro la mafia fino al tragico epilogo avvenuto il 9 maggio 1978. Una storia di coraggio, una scelta di libertà da parte di un giovane cresciuto in un contesto mafioso al quale egli si è ribellato attraverso la forza della parola. Erano gli anni Settanta, il periodo dell’attivismo giovanile e dei sogni di una generazione, che nel caso di Peppino e dei suoi amici si sono appunto espressi nella lotta contro la mafia.
Il progetto di Peppino, “Radio Aut”, ha smascherato il sistema di potere e di corruzione che agiva a Cinisi e nel territorio palermitano e che faceva capo al boss Tano Badalamenti: una realtà contro cui nessuno aveva ancora osato innalzare la propria voce.
Peppino pagò il prezzo della vita, ma il suo esempio, come anche quello di sua madre Felicia, sopravvisse ed è diventato fonte di ispirazione morale per ogni generazione a venire: difendere la bellezza, professare la verità, perseguire l’ideale della giustizia e della libertà.

Видео Peppino Impastato: la voce che la mafia non ha spento канала Periegesis
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