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Famiglia nel bosco, Catherine incontra i tre bambini: «Quando torniamo a casa con i nostri animali?»

Si sono riabbracciati in un luogo neutro, lontano dalla casa famiglia di Vasto che li ospita da circa sei mesi. Un incontro carico di emozione tra Catherine e i suoi tre bambini. Momenti di dolcezza, ma anche domande difficili. «Quando torniamo a casa, nel bosco, con i nostri animali?» hanno chiesto i piccoli. La madre, nonostante la situazione complessa, appare equilibrata. Chi la segue la descrive come "fiduciosa" nei confronti del nuovo difensore Simone Pillon e capace di gestire con lucidità i rapporti familiari. «Ha ricominciato a sorridere», raccontano gli amici. Resta forte la speranza di un ricongiungimento. Il 20 novembre 2025 a lei e al marito Nathan è stata sospesa la responsabilità genitoriale. Il procedimento, aperto al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, è ora in una fase decisiva. Si attende la relazione finale della consulente tecnica d'ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli, prevista per giugno.

Nel frattempo sono state depositate le note critiche dei consulenti di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello. Le loro valutazioni sono state sottoposte all'attenzione di esperti come il neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti, la neuropsicologa Daniela Chieffo e la psicologa forense Anna Maria Giannini. Secondo Cantelmi e Aiello, la bozza di relazione della ctu presenta "15 criticità". Ceccoli ha rilevato una «incapacità genitoriale» e «fragilità profonde» tali da aver determinato «un'immaturità neuropsicologica dei bambini». Valutazioni che, secondo la difesa, presenterebbero incongruenze metodologiche. Il nodo centrale è uno: le uniche osservazioni cliniche dirette sui minori sono quelle effettuate dall'équipe di neuropsichiatria infantile. Si tratta dell'unico momento in cui i bambini sono stati osservati direttamente insieme ai genitori. La stessa Ctu richiama quella valutazione proprio per sopperire alla mancata osservazione diretta. Eppure, secondo i consulenti di parte, le conclusioni finali della perizia si discostano da quelle risultanze, basandosi in larga parte su valutazioni indirette. «Si osserva una marcata divergenza tra le risultanze della Npi e le conclusioni espresse nella relazione peritale», si legge nella controperizia. Secondo l'équipe di neuropsichiatria infantile, infatti, i genitori «rappresentano un valido riferimento per i bambini» e mostrano «un'interazione emotiva adeguata, con un buon livello di empatia e una sostanziale adeguatezza nelle aree emotivo-relazionali». Non solo. Nella stessa relazione si sottolinea come sia «indispensabile favorire e ripristinare una continuità dei legami familiari».

Ieri, intanto, Pillon ha chiarito: «Contrariamente ad alcune indiscrezioni, non risulta sia stata effettuata alcuna iscrizione dei bambini presso alcuna scuola per il prossimo anno scolastico».

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