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A Milano arriva "Residui": tra icone e materiali di recupero
A Milano arriva “Residui”: tra icone e materiali di recupero
Milano riscopre il valore di ciò che resta, e lo fa partendo da un’immagini e oggetti che tutti conoscono. Alla Other Size Gallery by Workness Club, la prima personale milanese di Alessandro Filograna si intitola “Residui” e già dal nome ribalta il punto di vista: non scarti, ma tracce che sopravvivono, materia che continua a raccontare.
Al centro della mostra c’è un’icona potente e universale, quella della Madonna. Non un riferimento solo religioso, ma una figura attraversata nei secoli, sedimentata nella memoria collettiva. Filograna la prende e la trasforma: il volto resta riconoscibile, ma viene attraversato da segni, stratificazioni, interferenze visive che lo portano nel presente senza cancellarne il passato.
Il lavoro dell’artista, autodidatta nato a Lecce, si muove tra due poli dichiarati: da un lato la Pop Art, per l’uso dell’immagine come materia viva; dall’altro l’Arte Povera, per l’attenzione al recupero e al frammento. Ne nasce un linguaggio che è insieme visivo e concettuale, dove ogni elemento ha una storia e un peso.
Il cuore della mostra è nella tecnica: collage e serigrafia dialogano tra loro, ma in modo non convenzionale. La serigrafia, solitamente legata alla riproduzione seriale, qui diventa un gesto unico. Ogni telaio è pensato per una sola opera, ogni stratificazione di colore costruita nel tempo attraverso fogli di giornale sovrapposti, ritagliati, trasformati. Non una semplice immagine stampata, ma la traccia visibile di un processo.
Accanto, una presenza più discreta ma significativa di opere tridimensionali, realizzate con materiali di recupero. Qui il “residuo” è fisico, tangibile, mentre nei collage diventa memoria culturale, immagine che resiste e si modifica.
Ad accompagnare il percorso espositivo anche un catalogo edito da Prearo Editore, che raccoglie e approfondisce il lavoro dell’artista.
“Residui” è quindi un attraversamento, più che una semplice esposizione: un dialogo tra passato e presente, tra sacro e quotidiano, tra ciò che cambia e ciò che resta. Un invito a guardare più da vicino, perché — in fondo — nulla è davvero scarto, tutto è parte di una trasformazione.
Видео A Milano arriva "Residui": tra icone e materiali di recupero канала Milano Pavia TV - Canale 78
Milano riscopre il valore di ciò che resta, e lo fa partendo da un’immagini e oggetti che tutti conoscono. Alla Other Size Gallery by Workness Club, la prima personale milanese di Alessandro Filograna si intitola “Residui” e già dal nome ribalta il punto di vista: non scarti, ma tracce che sopravvivono, materia che continua a raccontare.
Al centro della mostra c’è un’icona potente e universale, quella della Madonna. Non un riferimento solo religioso, ma una figura attraversata nei secoli, sedimentata nella memoria collettiva. Filograna la prende e la trasforma: il volto resta riconoscibile, ma viene attraversato da segni, stratificazioni, interferenze visive che lo portano nel presente senza cancellarne il passato.
Il lavoro dell’artista, autodidatta nato a Lecce, si muove tra due poli dichiarati: da un lato la Pop Art, per l’uso dell’immagine come materia viva; dall’altro l’Arte Povera, per l’attenzione al recupero e al frammento. Ne nasce un linguaggio che è insieme visivo e concettuale, dove ogni elemento ha una storia e un peso.
Il cuore della mostra è nella tecnica: collage e serigrafia dialogano tra loro, ma in modo non convenzionale. La serigrafia, solitamente legata alla riproduzione seriale, qui diventa un gesto unico. Ogni telaio è pensato per una sola opera, ogni stratificazione di colore costruita nel tempo attraverso fogli di giornale sovrapposti, ritagliati, trasformati. Non una semplice immagine stampata, ma la traccia visibile di un processo.
Accanto, una presenza più discreta ma significativa di opere tridimensionali, realizzate con materiali di recupero. Qui il “residuo” è fisico, tangibile, mentre nei collage diventa memoria culturale, immagine che resiste e si modifica.
Ad accompagnare il percorso espositivo anche un catalogo edito da Prearo Editore, che raccoglie e approfondisce il lavoro dell’artista.
“Residui” è quindi un attraversamento, più che una semplice esposizione: un dialogo tra passato e presente, tra sacro e quotidiano, tra ciò che cambia e ciò che resta. Un invito a guardare più da vicino, perché — in fondo — nulla è davvero scarto, tutto è parte di una trasformazione.
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16 ч. 57 мин. назад
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